Programma per un nuovo Rugby

PROGRAMMA PER UN NUOVO RUGBY

Il sistema del Rugby in Italia è da anni al di sotto degli standard minimi richiesti a livello internazionale. I proclami per rinnovarlo si sprecano, anche da parte di chi fino ad ora ha fatto tutto il contrario.
Per questo Terre Ovali vuole che sia la base del movimento a indicare la giusta via, al di là degli interessi di parte e ‘politici’.
Nelle prossime settimane lanceremo alcuni temi ‘scottanti’ su cui intendiamo raccogliere commenti, proposte, suggerimenti per la formazione di un Programma per un Nuovo Rugby.
Questa ‘Road map’ vivrà anche momenti di condivisione diretta aperti a tutti i club. Il primo sarà la convention dell’11 giugno a Napoli (iscrizioni qui: napoli@terreovali.it), altre si terranno nelle Isole, a Roma e a Milano.
Seguiteci e fate sentire le vostre voci: vogliamo che il Nuovo Rugby Italiano sia pensato da chi il rugby lo gioca davvero, da chi ne conosce problemi ed emozioni. Non da burocrati e scaldapoltrone.

I PUNTI PER UN NUOVO RUGBY

  1. MIGLIORAMENTO DEGLI IMPIANTI DELLE SOCIETÀ.

La questione degli impianti resta UN PUNTO NODALE per lo sviluppo della nostra disciplina: i nostri Club, infatti, nella stragrande maggioranza sono obbligati a lavorare in situazioni di COSTANTE EMERGENZA, per la cronica carenza di impianti. Buona parte delle risorse finanziarie vengono utilizzate per le “gestione ed il mantenimento” delle strutture, quando esistenti; potrebbero essere invece investite in processi migliorativi, in formazione o in acquisto di attrezzature.

IL COMPITO DELLA FEDERAZIONE

Assumere un ruolo di vera e propria Public Utility del Rugby, creando una task force interna di figure di alto profilo professionale che operi nei seguenti ambiti:

  • Supporto progettuale e normativo
  • Accesso ai finanziamenti
  • Stipula convenzioni con fornitori
  • Gestione rapporti con gli Enti locali

IL PRIMO PASSO

Questa “squadra” di professionisti avrà l’incarico di mappare entro i primi 8 mesi, l’intero sistema dell’impiantistica oggi in dotazione alle Società, per procedere entro il quadriennio alla realizzazione dei primi 100 campi in sintetico di ultima generazione, su tutto il territorio italiano.
I costi, sull’esempio dell’Inghilterra, saranno TOTALMENTE A CARICO DELLA FIR.
L’Inghilterra, infatti, ha reagito alla clamorosa eliminazione al primo turno della World Cup, con un progetto per sostenere, con nuove strutture, il rugby della base. A sottolineare che, se non si permette di giocare bene il rugby nei club, non ci può essere una grande nazionale.
Oltre ai campi, dovrà essere individuato un percorso di finanziamento destinato alla messa a norma ed ammodernamento degli edifici esistenti, oltre alla realizzazione di una Club House, punto di
aggregazione fondamentale per la vita stessa del Club.

COME

  • Con una partnership di lungo termine con gli uffici tecnici di progettazione di Coni Servizi.
  • Sostenendo con un vero e proprio tutoraggio le Società e le Amministrazioni locali in percorsi di crescita e gestione condivisa delle strutture in dotazione ai Club, in funzione delle diverse esigenze e realtà locali.
  • Con l’utilizzo dei decreti legge esistenti in relazione alle garanzie fideiussorie richieste dal sistema creditizio per l’erogazione di prestiti.
  • Con la costituzione di convenzioni su scala nazionale per forniture di servizi, di materiale e di logistica

PARTECIPA AL DIBATTITO

Fateci avere la vostra opinione su questo punto scrivendo a programma@terreovali.it o commentando il post sulla nostra pagina Facebook. Scriveteci, raccontateci le vostre storie, mandateci le vostre idee.
Ne discuteremo durante l’incontro con le squadre del Sud a Napoli l’11 giugno e durante le altre convention in programma.

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